altRitorno al futuro

A Brescia una palazzina Liberty del 1910 rinnovata in classe A

BRESCIA:  Meglio autonomi che male accompagnati...

Autonomi dal punto di vista energetico,

s’intende.....

  

 

È l’ambizioso (e realizzabile) obiettivo di Carlo Mor e Daniela Amadori, partner nella vita e sul lavoro, impegnati nella ristrutturazione di una palazzina Liberty in via Manzoni, a Brescia. Con la collaborazione della Micheletti Ingegneria i due, titolari dell’azienda di consulenza energetica Sybill, hanno deciso di mettere a frutto le loro conoscenze sulla sostenibilità ambientale nella casa di famiglia.

Un’isola sostenibile

L’edificio del 1910 sta subendo una radicale trasformazione che lo porterà direttamente in un futuro fatto di isolamento termico al 100%, pompa di calore ad aria che gestisce riscaldamento e condizionamento dei locali e un impianto fotovoltaico sul tetto (suddiviso in tre micro-impianti) da 11 kW di potenza.

In sostanza, i tre appartamenti che comporranno la palazzina saranno del tutto autonomi dal punto di vista energetico, anche perché grazie all’induzione in cucina non sarà necessario l’uso del gas metano.

L’edificio è di 387 metri quadri, con un’altezza di 9 metri a lato strada e di 12 nel lato interno. Vista l’età, presentava notevoli problemi strutturali che hanno reso necessario un intervento di ristrutturazione radicale.

Carlo e Daniela hanno voluto cogliere al volo l’occasione per rinnovare completamente la casa di famiglia, costruendo una vera e propria isola energetica.

Il costo complessivo dell’operazione dal punto di vista strutturale è ancora da quantificare nel dettaglio, anche perché si è provveduto ad un sostanzioso consolidamento ed alleggerimento delle strutture in ottemperanza alla normativa antisismica. Per il solo ammodernamento energetico i conti sono già stati fatti. 40.000 euro sono stati necessari per rivedere il sistema di riscaldamento, introducendo la pompa di calore ad aria con serbatoio da 1.000 litri, la quale sfrutta il calore presente nell’aria esterna per generare l’energia necessaria a scaldare l’acqua sanitaria e quella per la regolazione termica della casa. Al serbatoio sono collegati radiatori a soffitto che funzionano per irraggiamento, condizionando in positivo o in negativo l’aria nelle stanze. Grazie ad un’efficiente sistema di abbattimento del rumore, la pompa non arrecherà disturbo al vicinato.

Il certificato regionale

Altri 40.000 euro sono stati necessari per provvedere all’isolamento dell’edificio con un cappotto di 12 centimetri distribuito su tutta la casa. Inoltre, sono stati eliminati tutti i ponti termici, la cui assenza è fondamentale per ottenere la certificazione in classe A.

Naturalmente, il restauro prevede il rispetto completo delle caratteristiche estetiche dell’edificio, con una riproposizione puntuale delle decorazioni esterne in stile Liberty.

Infine, il calcolo della spesa per l’impianto fotovoltaico è di 40.000 euro (in questo caso va tenuto conto del fatto che Carlo e Daniela sono del settore e possono sicuramente abbattere i costi rispetto ad una famiglia «normale»). In questo caso, il Conto Energia garantisce una resa di 7.000 euro l’anno, che moltiplicato per 20 fa 140.000 euro: un ritorno economico decisamente conveniente rispetto alle spese complessive.

Senza contare l’impianto fotovoltaico, il fabbisogno energetico sarebbe di 40 kW/h al metro quadro, il solare consente poi all’edificio di raggiungere la classeA+ nella certificazione del Cened della Regione Lombardia.

Fonte (GiornalediBrescia)